Ho deciso di mettermi a parlare di un tema non certo facile, e su cui ho cambiato prospettiva con il tempo, anche grazie all'esperienza (la stessa cosa vale per dio e l'assoluto, e forse non è un caso [grazie SC]).
Siamo abituati a vedere guru ricchi e persone che si riempino di ricchezza grazie alla religione e alla fede degli altri. È una visione credo eccessiva, anche se spesso vera. La spiritualità è anche un ottimo business, lo sappiamo tutti, ma sappiamo anche che non dovrebbe essere così. Metto qui un dipende da noi, da come la intendiamo e la viviamo. Se siamo sinceri con noi stessi, se davvero cerchiamo dio, l'assoluto, la liberazione, la realizzazione, beh dobbiamo vedere tutte le illusioni, poco a poco, e riconoscerle per ciò che sono, fino ad arrivare alla sorgente delle illusioni. Un guru, il Guru, serve a questo. Il GURU è il sè stesso, è Dio, è ciò che ci guida. Certo è dentro di noi, tutto lo è in fondo, ma noi chi?
Rudraksha - Lacrime di Shiva , o rudraska.blogspot.com è un sito personale in cui parlo delle mie esperienze ed argomentazioni riguardo misticismo, religioni, ricerca interiore, realizzazione spirituale, conoscenza del sè, o come vogliamo chiamarla. Cercherò di trovare collegamenti tra le varie fedi e metodi, anche se come impostanzione tendo maggiormente a quella della scuola advaita ed indicare eventuali errori del cammino, che in fondo sono parte del cammino stesso.
sabato 21 dicembre 2013
domenica 24 novembre 2013
SILENZIO ED ATTIVITÀ
Il silenzio, una delle cose più stupende del universo intero, ma che al contempo spaventa, a volte spazientisce, rende nervosi, recalcitanti, ci fa sentire necessaria fare qualsiasi cosa, ma non stare li.
Eppure, il silenzio è la vera natura del tutto. Il silenzio è la stabilità, ciò che sta al di la di ogni cosa, ma che si palesa al di qua, tanto che al di la, al di qua, restano solo parole.
Ci sediamo quindi, con amore e pazienza... e aspettiamo... Ma non c'è nulla da aspettare. Lentamente tutto sedimenta... le attività si fanno più sottili, o forse ci si fa meno caso attacandosi sempre meno.
Si comprendono molte cose, si sentono molte cose, e tanti problemi, difficoltà scompaiono. Resta pace, gioia, felicità, ristoro. Ci si rende conto che sono tutti i ma, però, che rendono le cose più complicate. Questa mente con la sua attività, ma certo non è da disprezzare... solo funziona così, almeno in molte circostanze.
Ci si sente sempre più parte di qualcosa finchè non si cade del tutto in quel qualcosa, e tu, io, mio, ... perdono di significato. Cosa resta dunque? Non lo so', suppongo ciò che sempre è.
domenica 10 novembre 2013
SPIRITUALITÀ SPIEGATA IN OSTERIA
Si soffre perchè ci si fanno troppe menate. Si soffre perchè è parte del essere, ma ci si lagna del soffrire, cosa che è utile se serve a guardare oltre al soffrire stesso e a saper accettare, comprendere anche dalle esperienza altrui. Arrivano allora le paure, si vedono, se conosco si va oltre. Si sceglie la semplicità, e se le cose si complicano beh che importa? Ci si toglie il fardello di tutto, non si hanno meriti, non si hanno colpe, e ci si pone nel mezzo del tutto, in primis di tutto della felicità.
Questo è il mio posto, e la mia casa da sempre... i "ma", i "perchè", etc etc restano fuori, in realtà sono dentro, tutto è nella mia casa, ma non hanno un peso assoluto.
Ci danniamo a trovare i perchè, le cause, le responsbilità, i metiri e sempre cogliamo solo un aspetto del tutto... è un gioco che da l'illusione di servire, ma è come fare piccole sistemazioni, piccole toppe.
Allora uno se ne sbatte di tutto? No, ma da il giusto peso alle cose. È saggio vivere pieni di ansie, paure, odio, trame da dramma melodrammatico? Per me no, voi vate la vostra scelta e siate coerenti.
Con amore, libiamo un bel calice di vino.... :)
venerdì 18 ottobre 2013
MAYA E LA RETE DELLA MENTE
Semplicemente una considerazione, trita e ritrita ma che vedo e sento: in fondo maya è la mente stessa; è come una grande rete, una ragnatela che unisce tutte le cose. Non solo crea il gioco stesso, e le vibrazioni della sua perturbazioni costituiscono il suo gioco. È una sola grande rete ed il ragno è l'ego che ne segue la danza. A volte gioca il ruolo di preda, altre di predatore, ma è un gioco. Dentro sè stesso sempre continua a risiedere la verità di ciò che davvero è, ma oltre alla 'sua' forma e ruolo. In fondo tutto è sempre il Sè.
giovedì 17 ottobre 2013
TOTALITARISMO ED IMMAGINE DEL SÈ
Alla luce di 5000 visualizzazioni, un breve posto su totalitarismo e sè.
Mi son rimesso a vedere un po' di storia come sempre da una prospettiva personale e mi sono accorto che parte del potere dei regimi totalitari è proprio nel incarnare, anche se spesso in modo parziale, distorto e fuorviante, alcune delle caratteristiche del Sè. L'autorità, indiscussa, l'onnipotenza, l'essere nel giusto, il dissipare ogni dubbio... non si può far altro che obbedire, il governo, il partito, il tal dittatore è l'eroe, il salvatore, il complimento delle promesse, il riscatto, finalmente la rivincita, ed io sono dalla parte del giusto.
giovedì 3 ottobre 2013
COSA PORTA ALLA LIBERAZIONE?
Beh solo con la grazia di dio, del universo, del maestro, del sè o come vogliamo chiamare la cosa si giunge alla liberazione? Liberazione da cosa? Beh da noi stessi, da tutte le strutture che abbiamo creato e non ci permettono di essere felici, liberi davvero. Il vero cambio è di prospettiva e radicale. I metodi possono essere l'autoidangine, Nisargadatta suggerisce di pulire lo specchio della mente comprendendo ciò che non siamo, resterà solo ciò che davvero siamo. Questo è il metodo del advaita. Non sono il corpo, lo
mercoledì 25 settembre 2013
IL SIGNIFICATO DI PENITENZA E PRATICHE DEVOZIONALI
Credo che possiamo vedere differenti significati nelle pratiche di penitenza e devozione, siano essere per un fine generico, una evoluzione interiore, o per un motivo pratico, per chiedere la grazia per qualcosa.
Sicuramente c'è un desiderio, una necessità molto forte dietro (questo sempreche non siano sceneggiate pubbliche stile farisei, nel senso in cui cristo li critica nei vangeli, finalizzati quindi a mostrarsi santi per farsi pubblicità per vantaggi personali ma vivendo in uno stato consistente di ipocrisia, uno stato voluto aggiungerei e giustificato) e questo spinge a fare qualcosa e per tradizione o forse davvero per disperazione, si giunge a queste pratiche.
martedì 24 settembre 2013
INQUADRARCI NEL CONTESTO CULTURALE
Mi sembra di scrivere cose molto ovvie ma a volte sono proprio per questo che le consideriamo poco o male. Siamo tutti figli del nostro tempo, delle mode, delle culture vigenti dove nasciamo, cresciamo, viviamo.
Certo grazie allo studio, al vivere, all'esperienza, al cercare di comprendere ed andare oltre, possiamo realmente andare oltre a noi stessi, vedere ciò che si crede, vede e sente quando tipenda dalla tal cosa o dall'altra, vedere in altri tempi e culture come si viveva e sentivano certe cose, o come oggi stesso in altri ambiente socioculturali le cose possono essere un pò diverse.
lunedì 23 settembre 2013
NON GIUDICARE E NON SARAI GIUDICATO
Credo che il significato profondo del non giudicre e non sarai giudicato non è tanto non esprimere opinione su qualcosa, soprattutto se a fine costruttivo, anzi! credo significhi non essere tanto ipocriti, non criticare negli altri quello che in noi stessi segue un percorso peverso e storto ed a volte in modo peggiore che negli altri.
Come posso dire di non rubare, se vivo di frode fiscale? Come oso dire di essere fedele quando tradisco continuamente chi mi stà vicino ed i miei ideali?
ASCOLTA, VALUTA, MEDITA
Ascolta, valuta e medita sono i tre metodi insegnati nello jnani yoga e nello studio delle sacre scritture per raggiungere l'illuminazione (crowley parlava di incrociare tre metodi, e credo che fossero proprio questi).
Certo sono naturali, nel senso che li vedo parte del buon senso, un buon senso a volte perduto e da ritrovare. È fondamentalte, credo in ogni attimo del nostro vivere, ascolta, davvero, valutare, comprendere, esaminare in profondità e fare nostre certe verità (o falsità, nel senso che anche conoscere ciò che non serve o crea problemi è utile nel vivere).
domenica 22 settembre 2013
RELIGIONI: CHE ANSIA LA SALVEZZA DELL'ANIMA
Parlando di religioni, il tema della salvezza è fondamentale. Ognuna ha la sua prospettiva ed un suo metodo, ognuna descrive come sarà o come è lo stare nello stato di salvezza, ma ho notato che un alcuni credo tutto ciò crea come un'ansia tremenada. Se da un lato spinge ad agire e a fare, cosa che non è per nulla male in se stesso, in molti casi non credo faccia vviere meglio, ma paradossalmente c'è qui sacrifica il vivere meglio ora per l'eterna felicità nel futuro. Non approvo questa concezione, è utili in periodo di difficoltà estrema, ma come condotta generale di una vita non saprei, ma a ciascuno la scelta, che va rispettata se non causa danni ad altri, ma sono sempre dell'idea che esprimere la "nostra opinione" a volte è quasi doveroso, senza pretese chiaro, poi ognuno coglie sempre ciò che vuole, quindi è importante sapare cosa si vuole...
GNOSTICIMO, ERETECI, ORTODOSSI, E NON SI CAPISCE PIÙ NULLA
Che caos mettersi a ricercare bene le fonti di certe credenze religiose e cercare di comprendere quale fosse il vero insegnamento di Cristo. Ci si perde tra traduzioni discordanti, manipolazioni e tradizioni differenti, interpretazioni differenti, libri persi, mal trascritti, rubati, bruciati... affascinante da un lato, ma poi si cade nel dire "vabbeh credo a questo e questo per questo motivo", dato che prove certe e non di parte spesso non ci sono.
sabato 21 settembre 2013
BLATERALE SULLE ILLUSIONI E MANIPOLAZIONI NELLE RELIGIONI
Ho sentito quasi un pò di sconforto nel constatare come anche nelle varie fede e religioni, con buona o cattiva fede, per il bene degli altri o per il vantaggio di se stessi, si manipola e mente sapendo di farlo.
Ma in fondo è qualcosa che l'essere umano fa' in quasi ogni ambiente, non c'è tanto da stupirsi.
Cerchiamo una coerenza che non c'è , per dare quel senso di continuità, che esiste, e per dare untocco di sacralità ed antichità a certi temi ed istituzioni.
giovedì 19 settembre 2013
CONSIDERAZIONI PERSONALI SUI MIRACOLI, ANCHE NELLE SACRE SCRITTURE
Personalmente credo che molti dei miracoli delle sacre scritture siano stati dei 'trucchi', dei trucchi fatti con dei propositi elevati, con intenzione di unificare un popolo, di dargli forza, guida, cultura, regole.
Tutto poi, nel antico testamente soprattutto si basa sul timor dei, non rispetti le regole ti suddererà di tutto. Se non accetti con il buon senso beh, accetti e basta. Alcune leggi degli ebrei le trovo giustissime per il tempo in cui furono scritte ed hanno la loro coerenza.
martedì 17 settembre 2013
UNA COSA CHE NON MI PIACE DELLA BIBBIA 2
Sento la necessità di evidenziare altre cose che non mi piacciono della Bibbia. (Seguito di una cosa che non mi piace della bibbia). In particolare vedo come per gli ebrei del tempo avere tanti figli era la benedizione di Dio. Passi quello che passi, il fatto di avere figli, eredi che portino avanti il "cognome" del padre è fondamentale. È segno di continuità, di benedizione, di complimento delle promesse di Dio. Questo a volte passa anche oltre all'amore di una coppia, se non ci sono figli ed ovviamente figli maschi, le cose non vanno tanto bene. Credo che ci sia il timore dello scomparire nel nulla, nel oblio, concetto per nulla non lontano dalla concezione del mondo dei morti nella antichità.
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lunedì 16 settembre 2013
IL BUONISMO
Il buonismo è quel atteggiamento per cui si giustifica qualsiasi atteggiamento da parte degli altri ed in maniera ostentata ed eccessiva. Per alcuni dizionari è anche il voler apparire sempre e comunque buoni.
A volte ci può essere anche una matrice di stampo religioso, così come un sentirsi più fortunati di qualcuno, cosa che può essere vera, e sentirsi in dovere sempre e comunque di aiutarlo, spesso con donazioni per non fare la figura di essere incoerenti, falsi, non buoni.
I PECCATI CONTRO LO SPIRITO SANTO
Mi ritrovo in piena teologia/catechesi cristiana di orientamento cattolico. Avevo letto più volte questo peccare contro lo Spirito Santo, in realtà si parla di peccato e non peccati nel vangelo, ma la cosa è stata credo in questo caso davvero chiarificata nel catechismo cattolico, in particolare da San Tommaso.
Personalmente consideravo questo peccato, un peccato contra la vita stessa, un disprezzo del essere e del esistere, dell'accettazione della vita in toto (ed una parte di me continua a sentirsi soddisfatta di questa interpretazione). Per la chiesa cattolica ed altri culti cristiani, questo peccato è il non accettare la grazia di dio.
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sabato 14 settembre 2013
UNA COSA CHE NON MI PIACE DELLA BIBBIA
Rileggendo la Bibbia mi ritrova in particolare una cosetta che non mi piace del antico testamento. A parte la visione di Dio, proprio come padre padrone, che si da libertà , che si avvisa ma terribile nel suo agire se non si seguono le sue direttive (ma parliamoci chiaro, anche Shiva come Rudra è così ed in molte religioni antiche idem, senza contare che la vita a volte davvero è durissima e selvaggia nel suo modo di agire , metaforicamente e manco tanto parlando) ma aggiungo che forse era anche il gusto del tempo e la necessità ad indurre e creare il successo di un tal modello, che comunque continue la sua verità,
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GENESI - CAINO E ABELE
Mi voglio soffermare ancora un pò sulla genesi; non tanto sui grattacapi creazionisti, o sui dilemmi ma se erano solo Adamo ed Eva da dove arrivano tutti gli altri che si incontrano più avanti, e sul impossibile che le persone vivessero così tanti anni... Credo che sia tutta una questione simbolica e di significati quindi probabilemente la scienza da una spiegazione migliore e più veritiera sul come si sia formato l'essere umano e l'universo, per cui gli altri che si incontrano poi in genesi che importa da dove vengono, e il numero delle età probabilmente così come i vari nomi hanno significati particolari e legati alla tradizione ebraica,...
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UN' INTERPRETAZIONE DELLA GENESI
In questi giorni mi sono rimesso a leggere la Bibbia. Una considerazione che mi è passata per la testa è come a volte dentro una cultura se ne ingloba un'altra, cosa di cui ho già parlato, dandogli poi un senso proprio, particolare tanto che la vecchia stessa cultura sia come un riflesso ed antecedente della nuova. Ovviamente mi riferisco alla bibbia, testo sacro ebraico, e come sia passata al cristianesimo e sia stata rivista tutta in chiave accettazione del compimento delle profezie in cristo.
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