sabato 21 dicembre 2013

IL GURU

Ho deciso di mettermi a parlare di un tema non certo facile, e su cui ho cambiato prospettiva con il tempo, anche grazie all'esperienza (la stessa cosa vale per dio e l'assoluto, e forse non è un caso [grazie SC]).
Siamo abituati a vedere guru ricchi e persone che si riempino di ricchezza grazie alla religione e alla fede degli altri. È una visione credo eccessiva, anche se spesso vera. La spiritualità è anche un ottimo business, lo sappiamo tutti, ma sappiamo anche che non dovrebbe essere così. Metto qui un dipende da noi, da come la intendiamo e la viviamo. Se siamo sinceri con noi stessi, se davvero cerchiamo dio, l'assoluto, la liberazione, la realizzazione, beh dobbiamo vedere tutte le illusioni, poco a poco, e riconoscerle per ciò che sono, fino ad arrivare alla sorgente delle illusioni. Un guru, il Guru, serve a questo. Il GURU è il sè stesso, è Dio, è ciò che ci guida. Certo è dentro di noi, tutto lo è in fondo, ma noi chi?
Per delusioni di tante false guide, di aprofittatori, per delusione verso l'umanità, non crediamo nella possibilità di un guru. Ecco svelato un inganno della mente, ma anche un avviso prezioso. Il rapporto con il guru è oltre al rapporto tra due persone. È molto oltre a tutto ciò ma abbraccia anche la parte personale. È amore, deve essere un amore disinteressato. Il guru, fisico, in carne ed ossa, solo ama ed è amore. Non gli interessano i tuoi soldi, la tua compagna, fare sesso con te, etc etc Può avere i suoi difetti, le sue tendenze mentali, ma le conosce, le comprende va oltre, e le usa davvero per indirizzare tutto verso la consapevolezza del profondo di noi stessi. Deve sempre indicare la meta, sempre indicare cosa siamo, sempre aiutare a trovare la serenità. È sul quel amore che bisogna fissarsi. È solo un meccanismo proiettivo della mente? Può darsi, ma se è puro, se cerca il liberarsi davvero dei nostri limiti, è santo e giusto. Arriva il punto che si è una sola cosa con il guru e ci si perde in questa grazia. Ma il guru non fa giochetti strani, e se li fa sono davvero per far comprendere e stabilizzare nell stato del essere. Il guru non deve confondere, ma chiarire. La grazia del guru non può essere espressa a parole perchè ne è oltre. Il guru va interiorizzato perchè è l'interiorità stessa. Tutto ciò deve servire a stabilizzarsi nello stato di santità, ma abbiamo molte, troppe idee, e pure deviate di cosa realmente sia. Esiste poi la tendenza a dire, da solo devo raggiungere la meta... chi è sto tipo per potermi essere d'aiuto? Beh è puro ego ed arroganza, sempre che il tal tipo di guru non abbia nulla. È comunque una spinta per la ricerca, ma molto rozza e le azioni rozze e meno 'pure' sempre rinforzano la mente grossolana. Il guru poi, come persona, deve avere conoscere tanti metodi per aiutare nel cammino perchè esistono varie personalità con le proprie tendenze, e per ognuna alcuni metodi sono migliore degli altri. Ma il discepolo deve fare la sua parte, è necessario lavoro per andare oltre a certi meccanismi creati con il tempo che sono la causa stessa di un certo soffrire e sentirsi limitati.
Per ora mi fermo qui, spero di aver dato qualche riferimento utile. Nelle scritture vediche si descrive bene quali siano le caratteristiche del guru e di come il cuore sincero lo possa riconoscere. Non è una realizzazione di seconda categoria quella realizzata con il guru, la realizzazione che in fondo è sempre spontanea, non importa come avvenga, se da parte di shiva stesso, di cristo, per mezzo di un uomo in carne e ossa, ... poi tutto diventa amore, dio, assoluto, guru, che differenza fa? Perchè perdersi tanto in pettegolezzi da salotto? (lo dico con ironia ovviamente :) )

Love

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