sabato 20 ottobre 2012

MASSONERIA E NUOVO ORDINE MONDIALE, ma solo come spunto di riflessione


Non voglio ritoccare il tema in sè del nuovo ordine mondiale e delle idee complottiste con le varianti al tema (che considero più un timore collettivo e un pò paranoico, con questo non dico che chi ha la possibilità sfrutta meglio le sue risorse a suo vantaggio, è anche parte del trattato della selezione naturale di darwin, così come aggiungo che come esseri pensanti e con coscienza potremmo tranquillamente porci dei limiti da non superare considerando la collettività e cercando di evitare inutili sofferenze per altri, ma il mors tua vita mea continua ad essere base della vita, dobbiamo farcene una ragione e come sempre credo che solo trascendendo tutto potremo superarne il fastidio o l'eccessivo piacere di questo atto) ma un commento ad un articolo di economia mi ha fatto pensare.
Una tal persona asseriva che il nuovo ordine mondiale su schema massonico si basa sulla ignoranza della massa, così facile da governare (nulla di nuovo lao tze ed altri filosofi cinesi e forse non solo loro, da secoli lo affermavano) e il controllo di pochi illuminati (illuminati in base a $$ con cui possono permettersi che crescere in gerarchia [ed in effetti nella massoneria i soldi hanno il loro peso, non è certo per tutti anche per motivi economici, ma non voglio entrare nel tema considerando che non tutte le logge massoniche sono uguali).
Dal punto di vista sociologico l'essere umano ha bisogno di un sistema di organizazzione sociale, non ci sono cazzi, ed una organizzazione sociale più è organizzata, complessa più necessita ruoli e maggiore la complessità maggiori i problemi e le difficoltà ma da un altro lato grandiosi risultati. La massa non si sa gestire sola, per questo cerca leader. Anche una rivoluzione si fa con leader. Ci vuole qualcuno che metta la faccia e abbia le doti e si trovi nelle circostanze per essere considerato leader. La cosa è stata ben studiata e non so' con quale utilità, ma ci sono pure tanti corsi sul tema (credo che certe cose implichino anche una attitudine naturale, anche se senza dubbio la propaganda ha il suo effetto). Riguardo alla ignoranza delle masse credo che in parte sia voluta e figlia di ignoranza intelletuale. Forse ciò è anche pecca della scuola che mi sembra a volte più impostata a sfornare lavoratori, cosa che ha la sua importanza non lo nego, e magari non tanto a far crescere dentro l'essere umano nella sua totalità, come essere pensante, libero (forse sono viziato alla oziosità intelettuale anche se quasi mai la incarno degnamente). Escludendo situazioni di pesante povertà e mancanza di mezzi di comunicazione, grazie ad internet abbia la possibilità di accedere con il prezzo della conessione ad una quantità tendenzialmente infinita di informazioni, di ogni tipo, per ogni gusto e ad ogni livello. Credo che quindi l'ignoranza sia voluta e ci sia la mancanza di cercare di vedere oltre agli strati illusori della realtà e di ricercare davvero cosa siamo e cosa sia la vita, in ogni sua sfaccettatura. E questo ci rende deboli, ma ho sofferto per l'effetto di rendermi conto di certi 'errori', per dirlo in qualche modo, e di rendermi conto di non poter fare nulla per cambiare la situazione, se non parlarne, confutarla ed accettare che a molti o ai pochi che potrebbe cambiare la tal cosa, stanno bene così, per pigrizia, per comodità o per non sapere come fare o non accollarsi una impresa titanica sulle spalle (perché sappiamo la massa incita, a volte segue, ma spesso è pronta a linciare i suoi leader e renderli capri espiatori, o a volte si rende conto che la libertà ha il suo prezzo da pagare e il suo peso da portare). In questi giorni sto' meditando su come sia davvero importante considerare bene quello che possiamo fare, abbiamo dei limiti, ed in base a questo operare meglio che possiamo. Dobbiamo conoscerci a fondo, per me è uno degli scopi della nostra stessa vita, una delle nostre caratteristiche come esseri umani. Possiamo controllare certi fenomeni naturali ed anche direzionarli, ma cambiare radicalmente ciò che la società è , non credo sia possibile, anche perché è qualcosa che non dipende solo da noi, e per compiere un cambio, e non è detto sia migliori per tutti ciò che abbiamo nella mente o se anche fosse una miglioria non è detto sia accettata, quello che si può fare è parlarne, far girare le idee, organizzare gruppi e vedere cosa succederà. Spesso quello che porta a rivoluzioni violente è un periodo di crisi, il degenerare della corruzione ad un punto esagerato o non più tollerabile, ma esiste un sistema costituito che si basa su certe regole ed equilibri che essendo esseri umani non ci resta che accettare, anche cercare di cambiare, o rifiutare e viverne ai margini, ma nulla ci rende migliori o peggiori in termini assoluti, magari più o meno utili per un certo processo. Ripeto con il mio postulato che la realtà è complessa ed in certi casi un piccolo fattore non visto o poco considerato potrebbe avere poi un peso enorme sul risultato. Alla luce di tutto ciò è meglio non fare nulla? Non ho detto questo, solo di essere saggi e valutare le cose meglio possibile prima di trovarsi soli nel mezzo di una guerra titanica, senza alleati ne esercito. Credo che sviluppare l'amore per l'arte, per la cultura, per la vera conoscenza di noi stessi, della natura, della vita sia importante dato che ripeto è una delle nostre caratteristiche come essere umani così come avere una mente aperta ma anche pratica.

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