mercoledì 7 marzo 2012

LE DUE POLARITÀ

Continuo la mia discesa nella mancanza di originalità toccando questo tema, dei due opposti in relazione alla nostra mente. Forse anche  a voi capita di sentire questo antagonismo di sentimenti, di attrazione ed allo stesso tempo di ripulsione verso qualcosa... il mitico "odi et amo"di Catullo... quasi ad indicare una intrinseca (non credo sia acquisita) contraddizione, qualcosa che sempre più mi sto convincendo sia parte della nostra natura o forse della natura stessa o almeno della nostra mente. La coerenza è la lavoro costante compiuto da noi stessi, a volte potrebbe pure nascondere la paura di cambiare, di accettare il nostro aspetto malvagio,
oppure, se consci di contenere tutto in noi, ma proprio tutto, decidessimo di continuare con la via della coerenza, sarebbe un gesto simbolico e direi quasi eroico. Evitando, se posso assolutismi, che spesso mi portano a turbamenti e dubbi, ritorno in tema: le due polarità. In questo caso, cercando come sempre di astrarre esageratamente, non mi riferisco alle idee classiche di yin e yang ma neppure mi discosto molto ed incespico nel perché, ma questa volta con una mantrica risposta che vorrei esporre. Perché voglio essere parte di qualcosa, ma poi rivendico libertà e scapperei a gambe levate? Perché sono focosamente acceso da alti ideali, ma poi orde di dubbi mi si avvicinano e chiedo di essere ascoltati? Perché così siamo fatti. Sento le braccia cadere dalle scrivanie... che rivelazione... lol!Perché così la natura che perpetua se stessa, con quel fermento di varie possibilità, con quegli ombreggi che sempre lasciano aperte altre strade, ma non sempre percorribili, o a volte percorribili sono in certi momenti.
I comportamenti automatici sono per salvarci dagli impicci di lunghe meditazioni sul da farsi e già abbiamo parlato di come non sempre siano le scelte migliori. La realtà è complessa, tutto lo è (si ho rotto con sta ripetizione hahahah). In questa mia percezione quella che si chiama selezione naturale utilizza gli stessi processi. Ne sento una analogia. Se il fattore costruttivo non riesce a manifestarsi involve ed il processo di distruzione ha il suo corso. L'azione in qualche modo è connessa con tutto questo gioco di opposti, opposti uniti dalla necessità del divenire, che è una azione. Stop non volevo finire nel metafisico filosofico con qualche abile supercazzola! Invito a considerare come nel esoterismo e in certe filosofie si dia molta importanza al paradosso... la mente funziona così, o forse tramide il paradosso ci si libera da certi schemi che vorrebbero mostra la realtá per qualcosa che non è.. non è lineare, non è scontata, non è semplice, ma anche noi siamo così anche se esistono parti automatiche lineari e semplici (si la teoria del caos in 15 anni non sono riuscito a togliermela dalla mente lol).

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