domenica 29 gennaio 2012

GUERRE 'SANTE'

Ho finalmente compreso come tutti abbiamo una o piú battaglie da portare avanti, per qualcosa.Per qualcosa che ci ha colpito, stupito, interessato, che sentiamo vero, giusto, o che ci siamo rassegnati a considerare tale, qualcosa che ci sembra ovvio deva essere in un certo modo.
A volte é qualcosa che viene da altri, altre volte piú personale quasi autotoctono, o che ci troviamo in ereditá, o di cui ci sentiamo eredi in qualche modo, ma in realtá non é neppure cosí importante da dove venga se é qualcosa che davvero sentiamo cosí importante fare, spesso tutto si intreccia, si unisce.
Qualcosa che noi decidiamo quanto e come valga la pena portare avanti e in quale modo (beh spero siamo abbastanza emancipati da poter davvero valutare bene la cosa), e con quali mezzi, con quanta energia, con quante risorse in base a quello che possiamo e vogliamo fare.

Si potrebbe comprendere con il tempo che non é tutto, che é meglio lasciare il progetto a qualcun altro per occuparsi di altro, o riconsiderare il nostro ruolo nella cosa, o anche vedere che non siamo piú della stessa idea, che qualcosa é cambiato, o che non si é piú utili, o che il progetto giá non serve, non ha avuto sviluppo, che i mezzi non ci aggradano piú ed allora cambiano qualcosa, o lasciamo, o soffriamo perché non era come ci eravamo immaginati. Puó anche darsi che le cose si svolgano addirittura con piú successo dei nostri preventivi, o che siamo incompresi nelle nostre intenzione, nei nostri fini, se sono nobili. Possiamo trovarci a capo di qualcosa che non sappiamo come gestire, essere fonte di aspettative che spaventano, e dover lavorare duramente per questo. Potrebbe anche assere qualcosa di piccolo, a cui seguiranno altri progetti piú grandi, o magari no. Spesso ci chiudiamo nella tal strada, e non vediamo le altre, ci dimentichiamo di altre cose importanti, siamo cosí fissi di un progetto da perdere altre opportunitá per realizzare altre cose (cosí che é utile la mente critica che mette in discussione, che rafforza le nostre idee, o le pone in dubbio, che ci indichi una alternativa o ci supplichi una piccola pausa).
Ci sono tante cose per combattere e pure tante per cui é meglio non combattere. Non tutte le imprese sono nobili, non tutte le imprese nobili arrivano al successo, o magari solo con il tempo, in certi casi, ma vivendo si vale la pena lottare per qualcosa. Ci rende piú vivi. O essere testimoni di qualcosa. A me piacerebbe fossimo tutti piú tolleranti, meno oppressivi, maggiormente comunicativi con rispetto. Che si apprendesse a sfogare lo stress e la rabbia in modo costruttivo o almeno senza danneggiare ció che é piú fragile. Mi piacerebbe che non si odiasse e disprezzasse ció che no ci piace, che si fosse piú superficiali. Mi piacerebbe non si adorassero i soldi, sono mezzi, fossimo tutti un poco piú umani, educati, non falsi ed ipocriti, ma un poco meno di come molti vivono ora. E si ora impongo l'idea, é una idea di tolleranza, di rispetto vero dei diritti umani, e magari non solo umani, non in nome di un dio, di una bandiera, di alcun ideale con sponsor e finanziamenti, nel nome vero ci ció che ci pare, di ció che ci stá a cuore, o forse anche nel nome di nulla (mi sento di dire di dio in questi giorni, ma un dio di amore e compassione che stá dalla parte di tutti, specie degli umili senza discriminare in alcun modo) o di ogni cosa. Nel nome di uno sviluppo globale, in cui le irregolaritá e le ingiustizie siano casi, non la norma. In cui le anime siano libere e pure, basta sangue, sequestri, sevizie, torture, sfruttamenti per gli agi di pochi che ... sono come tutti noi. Fossero dei geni dai super poteri almeno direi complessato una legge naturale li ha fatti dominatori... ma non é cosí. Spesso ci si trovano in una situazione per diritto di nascita, per essere di una famiglia potente, poi si c'é chi per abilita e doti a volte onestamente a volte meno é giunto a tal potere pubblico/sociale. Vorrei che tutte le coscienze si risvegliassero, senza eccezioni, creando un mondo piú equo, con vere opportunitá per tutti. Dove la meritocrazia sia vera, dove le risorse siano meglio distribuite, anche se pare che la stessa natura non lo faccia, ma se ci riteniamo cosí grandiosi davanti alle altre creature perché non realizziamo davvero qualcosa di grandioso?
E tutto comincia dal piccolo, da noi, dalle nostre famiglie, da piccoli gruppi, piccoli paradisi sparsi per il mondo, pienamente consapevoli di tutto, illusi ma non troppo, ingenui per volontá di esserlo, ma sapendolo, a volte impotenti in culture cosí dure ad essere un pó piú consapevoli del natura, strette nei loro formalismi che sono vuoti, aridi e a volte sterili rituali di morte, nel nome di un dio davvero orrendo e meschino... e dio non é cosí.
Só di non essere l'unico e non essere il solo. Per questo mi sento sempre di incoraggiare e benedire ogni tipo di originalitá, ogni alternativa che sempre é crescita e parte del manifestarsi della vita nelle mille e piú forme anche attraverso il modo di agire della gente. Di violenza ne abbiamo molta, altra non serve. Di ingiustizie ne respiriamo ogni giorno cosí come di incomprensioni, riduciamole quando possiamo. Non sprechiamo risorse inutilmente, alcune delle risorse che utilizziamo sono costate al nostro ambiente e stanno aumentando squilibri che si ripercuotono progressivamente contro noi stessi. Cresciamo. Combattiamo, nel giusto modo. La violenza é sempre l'ultima carta legittimata solo dalla estrema difesa e sempre il sangue tira in un vortice di sangue. Le leggi servono ma sono spesso inefficaci. Le costituzioni dei vari paesi spesso sono parole morte. I credi di molte chiese spesso sono solo slogan. Si crede che l'astuzia e la furbizia ci elevi ad essere migliori, a godere meschinamente delle nostre frodi. Ma la coscienza? L'abbiamo sepolta cosí profondamente? Drogata di sesso, violenza, vestiti nuovi, lussi inutili, conti bancari e possedimenti da far apparire re salomone come un mendicante? Prendiamo responsabilitá delle nostre azioni. A volte davvero non posso credere che queste siano le cose maggiormente diffuse, questa superficialitá direi rivoltante, e una coltre di autogiustificazioni che lascia allibiti. Non c'é da stupire che i saggi siano ben nascosti, sarebbero cucinati vivi, derisi e i loro organi venduti al mercaot nero (ok mi sono lasciato andare ahahah). Ritorniamo in noi stessi, recuperiamoci dalle delusioni e dalle ingiure, dalle ingiustizie, e ancora piú forti continuamo il nostro cammino, con piú intelligenza, con altri mezzi, ma sempre con il cuore puro. Illuminiamo come possiamo, sempre, superiamo tutte le paure e non siamo schiavi di questi poteri. La vera libertá é in noi stessi, ma diamo un contributo anche fuori si?



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