mercoledì 12 giugno 2013

AMORE IN UN MOMENTO DI SOFFERENZA E SEPARAZIONE

Mi ritrovo, sofferente a meditare sul amore.
Scopro che meditare a volte aumenti di molto ciò che sentiamo, su più livelli.
Come tante vocinedi bimbi che magari non tanto ascoltate per un pò di tempo ora gridano e fanno di tutto per attirare l'attenzione.
Sono da ascoltare, comprendere, ...
Anche le cose più piccole, sottili diventano quasi montagne e macigni, e sento una commozione tremenda che mi scuote alla radice.
Qualcosa allora cerca consolazione fuori di me, cerco di acchiapparla...
E sento nel mio cuore un dolore tremendo per la separazione da chi amo e ricordo che per il buddismo è una delle cause di separazione. E vedo tutto ciò che mi si muove dentro, da quali ricordi si sia originato questo attaccamento, come sia un'espressione di una qualche parte della mia natura, una risposta a certi stimoli, traumi, desideri, attitudini, e di come tutto sia davvero in costante cambio. Sento qualcosa che vuole controllare, qualcosa che si sente impotente e qualcosa che comprende entrambi, e si forma come una certa aspettativa, sofferenza, e nel contempo speranza. La rabbia è solo sfumata, svanisce in una goccia di lacrime. E sento che vorrei le cose differenti. Sento che potrei lasciare ogni cosa e mi chiedo se non sia la cosa saggia da fare. Sento che non si controlla nulla, o forse davvero poco, un poco che ha il suo peso. Sento come la nobiltá d'animo ed i sentimenti siano importanti, ma non sono tutto e sono loro stessi parti del gioco della mente/essere umano. Un parte che valuto importante, direi bella, e folle. Mi ritrovo a vivere in modo infantile, semplice, a non accettare tanta complessità, tante 'menate' seppure le veda e le conosca credo bene.
Mi accorgo anche che pensare troppo non sempre serva, e come ogni volta mi appoggi su qualche sistema filosofico, magari anche un pò modificato da 'me' ritrovi poi sempre qualche dubbio o piccole cose che mettono in crisi e dubbio qualcos'altro. Ci sono ricascato nel samsara e gioco della mente, e vedo che anche questo è la bellezza di ciò che siamo e parlarne mi allieta, forse mi aiuta a vederlo ancora con un pò più di distacco, forse mi illude qualcun altro passa o è passato per tutto ciò, a volte serve sentire di non essere i soli a sentire qualcosa, non tanto per appoggiardi a qualcun altro, in fondo non esiste nulla più che noi stessi, o forse anche questo in fondo è follia. Ora aspetto che il gioco faccia la sua parte, e qualche altro avatar muova le pedine. Ritorno a contemplare (e a pagare l'imu :P ). 

:)

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