venerdì 17 maggio 2013

IL MITO DI CRISTO


Mi è caduto oggi il mito di cristo. Non lo vedo più neppure come una maestro. Mi riferisco al gesù dei vangeli, al povero che insegna del altro mondo, della transitorietà di questa esistenza, al morto e risorto, ai vari miracoli, a colui che critica il guadagnare soldi nei templi, che parla di come tutti siamo peccatori, del importanza di seguire l'insegnamento. Mi dispiace non siano rimasti sui scritti, di pugno, maggiori argomentazioni del suo pensiero senza mediazioni.
Lo vedo figlio del suo tempo. Goccia di acqua come ogni altra nel oceano infinito del essere. Preziosa in se stessa, illuminante per altri, ma sempre goccia.

E cerco di essere neutrale... vedo come sorgono interpretazioni, gruppi, chiese, e come lottino per crescere, espandersi, continuare ad esistere.
Come ci si metta ad istituzionalizzare i vari riti, canoniccizzarli, come si formino diverbi, separazioni, nel passare dei tempi, nei cambiare dei costumi,...
La stessa cosa vale anche per il buddha storico e tanti altri santi e mistici, senza dubbio, ma anche per qualsiasi altro non conosciuto essere parte di questo gioco e di questo oceano. Ognuno ha cercato di dare il suo contributo, nel suo contesto, a suo modo ed è stato recepito, vissuto, a suo modo ...
E vedo umanitá, vedo divenire, vedo esistere.

1 commento:

  1. Riflessione di ampissimo respiro, una summa che abbraccia il senso stesso della storia e del contatto con il divino...

    Concordo con te, inoltre anche Gesù e Buddha, concorderebbero con te: ci sono sutra e passi evangelii dove entrambi mettono in guardia dal non venerarli come Dei!
    Essi, essendo uomini mistici, sono... uomini!
    O donne, se pensiamo alla Pizia.

    La loro idolatrizzazione è un'operazione di marketing.

    Leggiamoli come nostri amici, come compagni di banco... come gocce nel mare.

    ... Bravo, e grazie.

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