lunedì 13 maggio 2013

LA MENTE CHE CAUSA IL SUO SOFFRIRE


Indagare le mie paure interiori, ed anche alcune situazioni di vita, hanno messo alla luce un pò di materiali interessante e pesante allo stesso tempo.
Vedo come certi processi mentali non ci aiutino per nulla a vivere bene, sereni.
La mente tende a dare la sua valutazione alle cose e si fissa sulla idea che si è fatta. A volte nega certi elementi per concentrarsi e stabilirsi su altri, e tende a non essere oggettiva. Tende a non esserlo per necessitá del ego, per dare un senso alle cose, per darsi una direttiva, per attaccarsi ad una meta, come se fosse l'ultima, la finale... ma tutto continua sempre a scorrere.
Vedo allora un oceano di cazzate, di false considerazioni, di parziali valutazioni, e mi ritrovo con una schiera di emozioni fastidiose, di giustificazioni, di critiche,... e dentro di me dico le cose sono andate così e basta, perchè sono andate cosi. Belli i discorsi ipotetici, ma se, se tu fossi, se ti identificassi,... certo, anche i progettini fatti, ma se non seguono un certo andazzo, sono da modificare, adeguare. C'è poco da fare. Certo è bello vivere cose compiute, fosse nel mentale, e forse pure serve per riempirci, ma... non è tutto.
Mi stò trovando come di nuovo a rivedere la vita ed ogni cosa, come se non l'avessi mai fatto prima, o meglio come se certe cose non le avessi davvero sentite e comprese... so che è ancora un gioco della mente, ma cerco di affrontare tutto con maturità e mi sento di comprendere sempre di più gli esseri umani.
Forse la comprensione era ciò che davvero cercavo. E vedo che non ci sono delle grandi stabili certe direttive. Le cose sono confuse. É per questa confusione che tracciamo rotte, ma è sempre il vento che spinge in una o in un'altra direzione, ed in ogni caso ci sono sempre cose da vedere, vivere, fare,...
Abbiamo allora in mano la nostra vita oppure no?
No e si. Possiamo metterci in una direzione, possiamo vedere in noi stessi e comprendere cosa ci porti in tal direzione, ma solo vivendo appieno ciò che accade possiamo esserne del tutto compartecipi, ma non i può controllare nulla. Comprendendo, conoscendo ed esercitandoci possiamo sviluppare alcune abilitá, e quindi si direzionare qualcosa, ma non si ha mai il contrallo totale, e non sempre tutte le cose vanno nello stesso modo. I sensi di colpa sono eco di insegnamente dati per cercare di far apprendere delle cose, ma a volte sono eco di litigi e sfoghi degli adulti. È anche cultura di comodo, di creare un ordine, una gerarchia... lo dico in modo neutrale, ho abbastanza fisso nella testa che OGNI cosa ha i suoi aspetti positivi e negativi, e di ogni situazione c'è sempre qualcuno in posizione favorevole e qualcuno meno, e a volte le cose cambiano di direzione.
Mi chiedo allora ha senso che mi fissi su qualcosa? Forse non è un prenderci in giro? Forse non è la mente codarda, alias io, che non vuole affrontare direttamente i grandi terrori?
E mi ritrovo a cercare scorciatoie, sotterfugi, risposte facili e gradevoli... mi dico ok alle critiche ma proponete soluzioni, ma soluzioni vere, che si concretizzino,... ma siamo tutti nella stessa barca; ho sempre più il dubbio che nessuno sappia davvero più di qualcun altro. E quindi voglio lasciare scorrere tutto, non sono capitano di nessuna nave e non esiste nessuna deriva, solo ipotetiche rotte e spiagge immaginate.

(L'armonia vera è quando ciò che si desidera e ciò che si realizza sono identici, o almeno giochino amandosi l'uno e l'altro nella danza della vita; da li nascono melodie, come questa, di gusti e sapori differenti.)

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