venerdì 3 maggio 2013

IL VERO DISTACCO


Il vero distacco non è ignorare le emozioni o ciò che ci accade attorno o dentro, anzi si sente e ci si rende conto di tutto, ma come un processo, come un continuo scorrere di eventi e noi siamo testimoni di questa realtá, testimoni che hanno un ruolo, ma puri, oltre ad ogni cosa, non si esprimono giudizi, massimo si vede come si formano, si contempla l'essere,... si proprio quello che tu credi di essere e quello con cui ti identifichi.
Non sono le mie emozioni, le mie paure, solo le sento... Potrei esserne la sorgente questo si, ma pura. Si comprende allora la mente, una mente transpersonale (solo un modo per dire la cosa), che è mente di tutti gli esseri umani, non 'mia', o si mia ma non è ciò che sono, massimo potrebbe rappresentare come vedo e mi rapporto, ma come individualità, non come assoluto quale sono.
Non esiste nulla che non sia in me, ne dentro ne fuori. Solo esistere l'essere, nel senso assoluto.

Namaste :)

1 commento:

  1. Credo infatti che molti, nel mondo dell'esoterismo ,vengano traviati per questa concezione del distacco.
    Per molti l'Opera al Nero non è un VITRIOL, quanto un diventare l'asceta Zen, che dopo anni di meditazione è freddo come un albero morto di fronte la figa che gli ha sbattuto la sua bellezza in faccia.

    Luca

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