venerdì 14 dicembre 2012

PAROLA DEL MAESTRO


Per la prima volta nella mia vita oggi ho compreso e sentito cosa significhi comprendere ed accettare la parola del Maestro, di Dio, del Sè, della nostra vera natura ed essere.
È davvero concentrarsi, accettare, dare peso e valore alla verità; mettersi in posizione di resa, di resa delle difese della mente, di tutti i nostri schemi, ed accettare, lo ripeto, accettare, comprendere.
Con semplicità, senza tutti i sistemi di allarme e critica, arrivando alla profondità, all'essenza. Il maestro diventa specchio totale e limpido di noi stessi e la verità davvero appare in tutta la sua pienezza.
Senza dubbi, senza paure, senza esitazioni, ora e qui, per sempre, oltre ogni cosa.
Un certo stato interiore che a volte sentivo, e credevo dipendesse dalle circostanze, da qualcosa di esterno,
in realtà oggi più che mai sento e sono certo sia la mia  vera natura, la natura di tutto e di tutti, che in se stessa racchiude ogni cosa, senza distinzione di sorta. Il confine io, tu, mio, suo, diritto di qualcun altro, abuso, tutto precipita, prende un significato formale, non esistenziale e vero, stabile. Ed esiste solo questa eterna felicità, vera, questa beatitudine che è tutto ed avvolge tutto, sempre, e la 'realtá' delle forme ne è una estensione, una parte, ma neppure così importante come la mente a volte percepisce, o si lo è ma tanto quanto il non manifesto ed inconoscibile.
E la mente si mette al suo posto, come è giusto che sia, e tutto è pieno di senso e significato, senza incertezze o dubbi, senza timori e paure, speranze ed illusioni...
E tutto davvero appare come un oceano, che sono io stesso, e milioni di piccole onde e bollicine, illusioni di tanti altri piccoli me stessi che hanno il loro ciclo di essere, ma sempre sono mare nel suo eterno essere... e tutto è in estasi nel suo essere ed agire.

La faccia del maestro prende ora ogni volto conosciuto e sconosciuto di questa ed altre vite, (compresa la mia, di un io che è uguale agli altri, ed in fondo solo Uno) e tutte si assomigliano nella loro essenza, e mi parlano, nella stessa lingua, in modo uguale, anche se sembrano altre lingue ed altri modi, ma tutto parla del uno e del nulla, per dirlo in qualche modo, di Dio assoluto, persona ed impersonale, trinitario e monade ed unico, tao, sat chit ananda e shiva, ognuno con il suo trascorso culturale e di vita, ma con lo stesso unico e vero fondamento : la realtà nella sua pienezza, il noumeno, ... e poi il silenzio, un silenzio pieno di conoscenza e pace, di unione, ma con tranquillità, quasi moderato, non sò come esprimerlo, non è quella esaltazione del ego perchè tutto è senza distinzione, e tutto è grazia :) eterna, oltre il tempo, lo spazio, le percezioni,... :)

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