mercoledì 11 settembre 2013

IL VECCHIO ED IL NUOVO EONE

Non potevo non toccare questo tema, dato anche il fatto di avere passato alcuni anni nella mia vita in ambiente thelemico, e forse continuando a rimanere legato ad alcune parti di thelema che considero ancora oggi un argomento importante.
Cercherò di non dilungarmi troppo, la sintese è che ognuno di noi ha uno scopo in questa vita, dobbiamo cercarlo conoscendoci profondamente e mettere in atto questa realizzazione. Questa è la nostra vera volontà. Potremmo anche prendere delle cantonate, ma serviranno per aggiustare il tiro, potremmo anche comprendere che già non è più realizzabile quella tal cosa, ma, per come la vedo, non è ancora finito il gioco...
Non è un concetto diverso dalla vocazione cristiana o da una visione atea di darsi da fare per realizzare qualcosa anche se tutto è invenzione della mente umana (beh è pure un pò taoista detta così come prospettiva hahaha). Il bello di questa volontà è che implica un atto di accettazione piena, consapevole, attiva. Un Io ho deciso di essere ed esistere; anche nel tantra shivaita del kashmir c'è un riferimento al atto volitivo come espressione della vonontà di dio e del suo potere creativo... l'atto di potenza...
Un super uomo che è uomo cosciente pienamente di se stesso, che si erige coraggioso a compiere ciò che senti sia davvero giusto fare, non curante degli ostacoli (ma non un presuntoso suicida).
Come sempre sono da bilanciare le cose...
E questo mi collega al fatto che per Crowley è finita l'era del dio del vecchio testamento e di tutte le religioni prima della sua rivelazione, religioni che vogliono gli uomini schiavi, sottomessi, peccatori da mortificare, che non possono godere nulla della vita e solo attraverso la mortificazione e la castrazione posso sperare di salvarsi. Ora è l'era della attività, della bellezza anche del piacere sensuale, della gioia, del godere.
Un godere però che non deve essere precaricazione. Come sempre, specie al vita di crowley può essere criticabile; era poi un personaggio che amava far parlare di sè e a volte pure creò scandali volutamente. Sicuramente diamogli il pregio di aver sollevato il livello culturare del tema magia ed esoterismo ed anche aver riunito differenti testi religiosi ed insegnamenti misterici, ovviamente realaborati poi secondo i suoi insegnamenti. Alcune sue opere sono state travisate, e a volte si è concentrato il disquisire solo sulle pratiche un pò più bizzarre, specie per il tempo in cui visse... ma non voglio parlare oltre di crowley, e ritornare sul nuovo e vecchio eone. Per come la vedo crowley si riferiva nella sua ribellione specie ad alcuni aspetti delle antiche religioni ed un certo degradamento, a certe pratiche davvero coercitive ed estreme ed usate a volte davvero per strumentalizzare le persone... e soprattutto la demonizzazione del sesso. Ma non tutti vivono certi insegnamenti nello stesso modo, con bigottismo senza contare che anche nel seguire il nuovo eone si può cadere nello stesso errore. Il mito poi di horus è quello del eroe che combatte per la sua indipendenza, la sua emancipazione e giunge ad essere libero riscattandosi da ciò che lo teneva legato, bloccato nel esprimere se stesso. I toni di crowley sono a volte duri ed aspri, è il suo stile, e quelli di aiwass pure peggio... 
Quando ci reprimiamo in qualcosa creiamo energie forti che se non sappiamo indirizzare creeranno problemi senza dubbio. Credo che il rifiuto delle altre religioni abbia come senso quello di togliere ogni condizionamento culturale e seguire una nuova direzione, in questo senso voglio vedere la parte dl liber AL in cui si attaccano tutti i culti ed anche sottolineare come il rapporto diretto con dio, con l'assoluto e la vera punta della spiritualità, nessuno la può donare, solo la grazia. Suppongo che forse non sarebbe piaciuto a Crowley che tutto prendesse poi forma di una nuova religione (insomma in certi scritti di crowley vedo una sua certa conflittualità, ovvio che ognuno ha le sue fasi nella vita ed è bene si cambino prospettive, ad ognimodo solo lui sapeva cosa davvero gli frullasse nella testa).

2 commenti:

  1. Ogni personaggio del genere è stato osteggiato, in ogni tempo. Chi esce dal società e promulga l'uscita dalle sue regole è ovviamente osteggiato dalla società stessa.

    Il mio dubbio, a questo punto della mia vita e della mia personalissima esperienza è che forse non abbiamo un obbiettivo, una missione da realizzare, ma piuttosto ne abbiamo diverse via via che passiamo per le stagioni dell'età e dell'esperienza.
    L'unica "missione fissa" che sicuramente abbiamo tutti e che non dovremmo fallire è... vivere. Il che è tutt'altro che scontato.
    Un caro saluto :-)

    www.wolfghost.com

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  2. Che gioia leggere il tuo commento... Si senza dubbio chi rompe degli schemi ed indica cammini un pò particolari molta avversità, credo sia normale e parte stessa del particolare percorso che si segue.

    La seconda parte del tuo messaggio l'adoro: sono totalmente d'accordo. Forse il vero scopo della vita stessa è essere, vivere, con tutto ciò che comporta... in fondo è un dato di fatto, e credo che ciò lo renda vero. Poi ci sono sotto mete, mete che raggiunte si rivelano tappe o che ci fanno comprendere che non erano ciò che ci aspettavamo o volevamo davvero... è cosi straordinaria la vita! :)

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