lunedì 2 settembre 2013

RELIGIONI ED IL PASSARE DEL TEMPO

Senza dubbio alcuno le religioni, ma anche i vari fenomini culturali che in qualche modo si formano ad essere organizzazioni, gruppi, duraturi per un lungo lasso di tempo devono affrontare il cambio di esigenze e di abitudini della società in cui si muovono.
Iniziamo dalla semplice considerazione che un gruppo di qualsiasi tipo sia, formato da poche persone avrà problemi e dinamiche differenti che un gruppo via via sempre più grande.
Sarà differente la sua armonia, la necessità di essere organizzato, e più persone ne fanno parte, differenti tipologie di personalità dovranno convivere. Ognuna assumerà uno o più ruoli, e a volte si vorrà cambiare la funzione o ci si renderà conto di non voler seguire con un tal compito.

Un gruppo nuovo poi ha tutto l'entusiasmo ed anche le illusioni del inizio, tante aspettative, poi le cose potrebbero cambiare, per questo ci sono le nuove entrate, con nuove ventate di cambio e desiderio di aggiornarsi. Si formano poi le tendenze antitetiche conservative, che vedono solo l'importanza del consolidare e continuare la tradizione in modo invariato e rifiutano i cambi sociali. Se le parti antitetiche sono in equilibrio armonioso tutto continua, altrimenti lotte e scismi.
A turno se deteriorano gli intenti nobili, e la corruzione ha la meglio; altri scismi e lotte. A volte un gruppo si spegne, o entra quasi in latenza per riprendere poi piede o essere ricostituito da qualcuno, non sempre seguendone le vacchie tradizione. Da qui la grande domanda, mantenere le tradizioni o cambiarle? O è meglio adeguarsi ai tempi? Da queste scelte dipende il seguito o meno di un gruppo. Se il gruppo poi ha molto potere può influenzare molto la cultura di un intero paese ed anche la politica. Ovviamente ognuno ha la sua testa e si può decidere se seguire, e pure in che modo, certe idee o meno. Si anela tanto alla libertà ma spesso spaventa; è una scelta da seguire decisi e con veemenza.
Esistono quindi gruppi religiosi che a differenti livelli perpetuano visioni direi quasi atemporali della realtà come la società in generale la vede e spesso troviamo ibridi strani, si predica povertà vivendo nella ricchezza, o di donare per amore di dio ma in contro non si vede tanto questo donare...  o di amare ed essere aperti quando ci si attacca come cozze a schemi antichi.
Non stò muovendo il mio j'accuse contro la chiesa cattolica, anche se qualche appartenenrte potrebbe entrare in questa categoria, stò realmente parlando in modo molto generico.  A volte poi il successo di un gruppo può dipendere da poche anime davvero abili nel illuminare o... nel ingannare... insomma piene di carisma ed i cambi a volte possono essere pericolosi, potrebbero portare ad altri scismi. Qualsiasi scelta si operi ci saranno sempre sostenitori e detrattori, sempre chi vedrà una mancanza di nobiltà nel cambio, o chi giustificherà l'ingiustificabile in nome del ideale che il gruppo rappresenta. Credo che tutto ciò sia troppo umano per poterlo cambiare in qualche modo.
Credo sappiate leggendo questo blog che quello che sempre cerco è di vedere il messaggio utile e costruttivo che si possa ricavare da qualsiasi cosa indifferentemente del pacchetto. Se vogliano criticare troveremo da criticare in ogni religione e culto, e se lo facciamo ad oltranza non si salverà nulla a meno che non sia un nostro gioco di marketing per un gruppo particolare ahahahha! È poi una tendenza normale quella di avere ragione e dimostrarlo, spesso ci casco, forse pure ora, ma credo che criticare sia utile solo per distaccarsi dalle cose, ma molto meglio è collaborare per la crescita di coscienza e consapevolezza. La ricerca di libertà deve nascere dentro di noi, e si deve essere forti nel seguirla. Nessun gruppo o religione ci può dare stabilmente la felicità... nei cambi di culto di gruppo, c'è l'entusiasmo della novità, ma poi lentamente i problemi di prima ritornano, a volte pure anche maggiormente incasinati. A volte invece un cambio serve davvero ed un cambio esterno può aiutare ad un crescita ed un cambio interiore. Insomma per me tutto ritorna al punto della nostra attitudine verso il tutto, e la libertà è un cammino, e la strada si fa solo camminando ed il cammino porta sempre ad esperienza nuove, a riviverne di vecchie, a ritornare a vecchi metodo, ad adattarli a nuove circostanze, nel costanto gioco del vivere. 

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